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3 Ottobre 2009: CIAO RINO!
Dopo una lunga malattia, martedì 3 Ottobre 2009 è venuto a mancare il regista Rino Di Silvestro.
Lu.Pa. Film esprime le sue più sentite condoglianze per la perdita di un amico, di un maestro e di un artista che ha lavorato fino all'ultimo combattendo con estremo coraggio il suo terribile male.
I funerali avranno luogo nella chiesa di Sant'Alfonso, in via Merulana a Roma, lunedì 5 Ottobre alle ore 10:00. Si ringrazia quanti vorranno partecipare.
RINO DI SILVESTRO STORY
Nel 2008 Lu.Pa. Film realizza il documentario monografico sul regista Rino Di Silvestro, avvalendosi della collaborazione di Antonio Tentori. Prodotto e supervisionato dallo stesso autore, il DVD è un viaggio di due ore nell'affascinante universo di un eclettico maestro della settima arte.
Quando si parla di grandi registi italiani, solitamente, si pensa subito a quei nomi che hanno reso celebre il nostro cinema in tutto il mondo. Tuttavia esistono autori, meno noti al grande pubblico nostrano, che per un insolito destino hanno conosciuto il successo più a livello internazionale che in terra patria. E' il caso di un maestro della macchina da presa come Rino Di Silvestro, un talento cinematografico che ha voluto raccontare delle storie difficili che pochi avrebbero avuto il coraggio di realizzare. Basti pensare che il suo film d'esordio, girato nel lontano 1973, si intitolava "Diario segreto da un carcere femminile" che, senza troppi complimenti, dava una visione realistica della condizione carceraria femminile. Non si tratta di un film drammatico a tinte forti, nè tanto meno di un film denuncia o documentaristico, ma di un erotico/carcerario capace di trasmettere diverse emozioni. Era l'inizio di un percorso cinematografico che vedrà poi nascere altri titoli forti, veri e propri schiaffi in faccia più che pugni allo stomaco, con l'obiettivo di far riflettere lo spettatore piuttosto che turbarlo. Ecco, dunque, che nella tanto variegata cinematografia di genere salta fuori un regista che, senza mezzi termini, racconta con crudezza il lato oscuro della natura umana con un talento da cineasta raffinato. Grande temperamento e spirito guerriero caratterizzano le opere del maestro Rino di Silvestro, coraggioso pioniere dell'estremo che con un film sul nazismo come "Le deportate della sezione speciale" ha saputo anche raccontare, in tempi meno permissivi, un lato inedito della ferocia nei lager affrontando un argomento tabu come la prostituzione forzata. La donna vittima e carnefice, in un curioso dualismo che si rincorre in quasi tutte le pellicole del regista, sconfinando anche nell'horror con il film "La lupa mannara" in cui, per la prima volta, veniva proposta la licantropia al femminile. Ma il vero orrore per Rino Di Silvestro è rappresentato proprio dalla natura umana e dalle sue tante aberrazioni, che solo una grande forza come l'amore può essere in grado di fermare. E' il caso di "Hanna D.", sottotitolato "a sedici anni nell'inferno di Amsterdam", che nel 1984 puntava l'indice contro un fenomeno che sconvolgeva la borghesia benpensante, ma che iniziava a diffondersi tra i giovani con le braccia bucate. Ma al di là dell'aspetto narrativo i film di Rino Di Silvestro sono opere che non risentono dello scorrere del tempo. Per non parlare poi dello stile registico che non fa per nulla trasparire i limiti imposti dal budget, abilmente superati dall'arte dell'ingegno. E' la dimostrazione di un grande cinema fatto con grande passione, tenacia, creatività, forza di volontà che dovrebbe servire da esempio per tutti coloro che hanno l'ambizione di mettersi dietro la macchina da presa.